Vecchi link del sito B2B: redirect o pagina non trovata?
Il sito è stato aggiornato, ma un commerciale invia ancora il vecchio PDF. Il cliente apre il collegamento alla lavorazione che gli interessa e trova una pagina vuota oppure la home, senza capire dove continuare. Il catalogo, la firma email e i preferiti possono conservare indirizzi che nessuno vede più nel menu.
Per ogni vecchio link serve una decisione: mantenere la pagina se è ancora utile, portare alla sua sostituta pertinente oppure spiegare che non è disponibile e offrire un percorso chiaro. Un reindirizzamento indiscriminato alla home nasconde il problema invece di risolverlo. Ecco come preparare questa scelta con chi gestisce il sito.
1. Raccogliere gli indirizzi che continuano a circolare
Prima di eliminare o rinominare pagine, create un elenco degli URL attuali e di quelli già usati nei materiali commerciali. Guardate cataloghi scaricabili, schede prodotto, firme email, QR stampati e collegamenti nei profili aziendali. Non basta controllare il menu del nuovo sito: un visitatore può arrivare direttamente a una pagina interna.
Per ciascun indirizzo annotate argomento, origine del link, responsabile del contenuto e destinazione prevista. Se avete dati affidabili su accessi o segnalazioni, usateli per scegliere le priorità; in assenza di dati partite dai materiali ancora distribuiti e dai servizi importanti. Non attribuite traffico o richieste perse a un collegamento senza evidenze.
Il registro può essere un foglio semplice: vecchio URL, situazione attuale, decisione, nuovo URL ed esito della prova. Per i documenti, aggiungete edizione e punto in cui compare il link. La guida su catalogo PDF e pagine prodotto aiuta a coordinare i due canali.
2. Reindirizzare soltanto quando la destinazione risponde al bisogno
Se avete cambiato soltanto l’indirizzo di una pagina, la corrispondenza è semplice: il vecchio link porta alla pagina aggiornata dello stesso servizio. Se avete unito più contenuti, verificate che la nuova pagina contenga davvero le informazioni cercate. Una categoria molto generica non equivale necessariamente alla vecchia scheda tecnica.
La guida Google ai trasferimenti con cambio di URL raccomanda una mappa tra vecchi e nuovi indirizzi e, dove possibile, redirect permanenti lato server. Avverte inoltre di non rimandare molti URL a una destinazione irrilevante, come la home, e consiglia di evitare catene di reindirizzamenti. Queste indicazioni non garantiscono posizionamenti o contatti.
Fate confermare l’equivalenza dal responsabile del servizio, prima della configurazione tecnica. Se la vecchia pagina riguardava manutenzione di un impianto che non seguite più, una pagina su un’offerta diversa potrebbe trarre in inganno. Potete valutare una spiegazione pubblica ancora utile oppure una pagina non trovata, senza inventare una continuità commerciale.
3. Rendere utile una pagina non trovata
Quando manca una sostituta sensata, il visitatore deve capire che quella pagina non è disponibile e cosa può fare. Il messaggio può essere semplice: «Non troviamo questa pagina. Puoi consultare i servizi attuali oppure descriverci cosa stavi cercando». Proponete pochi collegamenti pertinenti e un contatto realmente utilizzabile, evitando una parete di pulsanti.
Il GOV.UK Design System raccomanda titolo e intestazione chiari, testo conciso che non attribuisca la colpa all’utente e informazioni di contatto quando aiutano. È un riferimento per servizi pubblici: adattarlo a un sito B2B è una scelta di progettazione, non un obbligo da copiare integralmente.
Il messaggio visibile e la risposta tecnica sono due controlli distinti. La documentazione Google sui codici HTTP spiega che il codice viene restituito dal server e che una risposta di successo accompagnata da contenuto di errore può essere riconosciuta come soft 404. Chiedete al fornitore di verificare lo stato effettivo: scrivere «pagina non trovata» sullo schermo non basta.
Esempio illustrativo: una lavorazione cambia indirizzo
Scenario ipotetico, senza riferimenti a clienti reali o risultati di traffico e vendita ottenuti da Ethinova.
Un’officina riorganizza il sito. Il collegamento «rettifica componenti» compare in un catalogo già inviato e punta a un vecchio percorso. Il servizio esiste ancora, con una nuova pagina che ne spiega materiali, limiti e informazioni necessarie al preventivo. Si registra la corrispondenza e si verifica che il vecchio indirizzo raggiunga direttamente quella pagina.
Un altro link riguarda invece un’attività cessata senza alternativa equivalente. Il team decide di non portarlo alla rettifica soltanto per evitare un errore. Predispone il comportamento di pagina non trovata con accesso ai servizi attuali e al contatto. Nelle nuove edizioni del catalogo rimuove il riferimento superato: il comportamento del vecchio link tutela chi possiede ancora una copia.
4. Provare il percorso e aggiornare ciò che controllate
- Aprite ciascun vecchio URL direttamente, anche da telefono: non partite solo dalla home.
- Controllate destinazione finale e stato tecnico con il fornitore, compresi eventuali passaggi intermedi.
- Verificate che titoli, documenti e servizio mostrati corrispondano al bisogno del vecchio link.
- Provate i collegamenti della pagina non trovata e il percorso fino al contatto, senza inviare richieste reali.
- Aggiornate menu, link interni e nuovi materiali commerciali, registrando data e responsabile della verifica.
Ripetete il controllo dopo la pubblicazione. Non eliminate subito una regola solo perché non compare più nel menu: vecchie copie dei materiali possono continuare a circolare. Concordate manutenzione e riesame degli indirizzi con chi gestisce hosting e sito. Se l’URL porta a un’area riservata, preservate autenticazione e permessi: il redirect non deve aggirarli.
Osservate segnalazioni e dati disponibili senza equiparare una visita alla pagina di errore a una richiesta certamente persa. Correggere i percorsi rende il sito più comprensibile, ma non dimostra da solo un aumento dei contatti. Per un controllo più ampio trovate la guida sul sito che riceve poche richieste. Nei nostri siti web e landing page partiamo dal percorso concreto del visitatore: potete descriverci il caso, con analisi iniziale gratuita.
Fonti
- Google Search Central — Site moves with URL changes — Consultata il 02/11/2026: mappa URL, redirect pertinenti, catene e aggiornamento dei collegamenti; ambito trasferimenti.
- GOV.UK Design System — Page not found pages — Consultata il 02/11/2026: messaggio chiaro, conciso e contatto utile; riferimento adattato al contesto B2B.
- Google Crawling Infrastructure — HTTP status codes — Consultata il 02/11/2026: risposta del server e distinzione fra successo HTTP e contenuto di errore.